{"id":151,"date":"2020-01-23T14:06:44","date_gmt":"2020-01-23T13:06:44","guid":{"rendered":"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/?page_id=151"},"modified":"2022-01-14T11:23:38","modified_gmt":"2022-01-14T10:23:38","slug":"informazioni-turistiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/informazioni-turistiche\/","title":{"rendered":"Informazioni turistiche"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>COSA VEDERE AD ANCONA: IL\nCENTRO STORICO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/teatro-delle-muse\/\">Teatro delle Muse<\/a>&nbsp;prendete la strada in salita che porta verso&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/piazza-del-papa\/\">Piazza del Plebiscito<\/a>: piena di vita la notte, durante il giorno avrete la possibilit\u00e0 di visitare la Chiesa di San Domenico e il&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/museo-citta\/\" target=\"_blank\">Museo della Citt\u00e0<\/a>.<br>Da qui, proseguendo sulla stessa via, passerete davanti alla&nbsp;<strong>Chiesa del Ges\u00f9<\/strong>, al Palazzo degli Anziani e al&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/museo-archeologico-nazionale-delle-marche\/\" target=\"_blank\">Museo Archeologico Nazionale delle Marche<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuate quindi il vostro percorso verso il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/duomo-di-ancona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Duomo<\/a>: in cima al&nbsp;<strong>Colle\nGuasco<\/strong>&nbsp;e affacciato sul mare, rappresenta\nsicuramente uno dei simboli di Ancona. Visitatelo al suo interno e godetevi la\nvista che c\u2019\u00e8 quass\u00f9. Proprio qui, si trova anche il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/museo-diocesano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Museo\nDiocesano<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Riscendete poi prendendo Via del Guasco. Passerete davanti all\u2019<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/anfiteatro-romano\/\" target=\"_blank\">Anfiteatro Romano<\/a>, una delle opere architettoniche di epoca romana pi\u00f9 importanti di Ancona, e alla&nbsp;<strong>Chiesa di Santa Maria della Piazza<\/strong>, un vero gioiello in stile romanico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL TEATRO DELLE MUSE AD ANCONA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Teatro_delle_Muse-Ancona-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-395\" srcset=\"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Teatro_delle_Muse-Ancona-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Teatro_delle_Muse-Ancona-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Teatro_delle_Muse-Ancona-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Teatro_delle_Muse-Ancona-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Teatro_delle_Muse-Ancona-1-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 si rimbocc\u00f2 subito le maniche e appena cinque anni dopo\nvenne inaugurato il&nbsp;<strong>Teatro della Fenice<\/strong>&nbsp;che\nvide giorni felici quando il celebre violinista Giuseppe Tartarini elabor\u00f2,\nproprio qui, un nuovo modo di suonare il suo amato strumento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi anni dell\u2019800 a seguito del cedimento del vetusto\nTeatro La Fenice si decise di costruire il nuovo teatro della citt\u00e0: il&nbsp;<strong>Teatro\ndelle Muse.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La notte del&nbsp;<strong>28 Aprile 1827<\/strong>&nbsp;l\u2019aria primaverile di Ancona si riemp\u00ec delle note del&nbsp;<em>Aureliano in Palmira<\/em>&nbsp;e del<em>&nbsp;Riccardo e Zoraide<\/em>&nbsp;di Gioacchino&nbsp;<strong>Rossini<\/strong>. Era la notte dell\u2019inaugurazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo teatro furono messi in scena pi\u00f9 di&nbsp;<strong>360\nopere in 116 anni<\/strong>. Questa storia fatta di musiche e abiti di\nscena venne bruscamente interrotta dalle&nbsp;<strong>bombe\ninglesi<\/strong>&nbsp;il 1 Novembre 1943.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vollero decine di anni prima di poter rialzare il sipario del\nTeatro delle Muse che fino al&nbsp;<strong>2002<\/strong>&nbsp;rimase\nsilenzioso e vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il mare del porto e il brulichio delle strade del centro oggi il Teatro delle Muse ha riaperto le sue belle porte alla citt\u00e0 e racconta di opere liriche, di prosa, di concerti di musica classica e leggera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concerto inaugurale fu tenuto dal grande Maestro Riccardo\nMuti e il Teatro riapr\u00ec con una novit\u00e0 unica nel suo genere: il sipario\ntagliafuoco, per la prima volta nella storia, non era solo uno strumento di\nsicurezza, ma un elemento decorativo opera del&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Valeriano_Trubbiani\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Trubbiani<\/a>. Questo sipario, infatti, \u00e8 particolarmente\ndecorato e raffigura la vittoria di Traiano: largo 16 metri e alto 10, con un peso\ndi circa 22 tonnellate \u00e8 l\u2019unico esempio di sipario tagliafuoco in Europa\nrealizzato da un artista.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo Teatro, che \u00e8 il pi\u00f9 grande di tutta la regione, \u00e8 dedicato all\u2019amato&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Corelli\" target=\"_blank\">Franco Corelli<\/a>&nbsp;tenore anconetano famoso in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PIAZZA DEL PLEBISCITO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/2\/2f\/Piazza_del_Papa_2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Una piazza lunga e rettangolare, una scalinata, un Papa bianco che saluta quelli che passano. E poi due fontane antiche, un palazzo del 1400, una chiesa ricca di tesori d\u2019arte, un museo e tantissimi locali. Ecco a voi Piazza del Plebiscito o meglio, per noi anconetani,&nbsp;<strong>Piazza del Papa<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu&nbsp;<strong>costruita\nnel XV secolo<\/strong>&nbsp;e da quel giorno ha cambiato moltissimi nomi. Fu prima\nPiazza Nuova, poi Piazza Grande, nel 1700 i francesi, che erano entrati in\ncitt\u00e0, la rinominarono Piazza Napoleone. Divent\u00f2 poi Piazza San Domenico, nome\nche prese dalla chiesa che si affaccia proprio sulla Piazza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 1870 la chiamarono<\/strong>&nbsp;<strong>Piazza\ndel Plebiscito<\/strong>&nbsp;per ricordare l\u2019evento che segn\u00f2 l\u2019annessione delle Marche\nal Regno d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa\npiazza cos\u00ec bella e cos\u00ec particolare \u00e8 conosciuta e chiamata da tutti Piazza\ndel Papa perch\u00e9 quella grande statua marmorea di&nbsp;<strong>Clemente\nXII<\/strong>, qui, la fa da padrone.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nstatua fu costruita attorno al 1730 e voleva essere un omaggio al Papa che rese\nAncona bella e ricca. Fu proprio Clemente XII a impegnarsi nell\u2019abbellimento\ndella citt\u00e0 scegliendo&nbsp;l\u2019architetto della Reggia di Caserta,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/mole-vanvitelliana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Luigi Vanvitelli<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto\nil Papa ci sono due antiche fontane: la&nbsp;<strong>Fontana\ndi Piazza<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Fontana\ndei Decapitati<\/strong>. I bassorilievi di\nquest\u2019ultima, che \u00e8 del XV secolo, sembra raccontino la storia dei giovani\nmartiri che lottarono per la libert\u00e0 di Ancona, perduta dopo il colpo di stato\ndi Clemente VII.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle\nspalle di Papa Clemente XII c\u2019\u00e8 la Chiesa di San Domenico: entrate. In questa\nchiesa, che \u00e8 qui dal 1763, scoprirete molte statue barocche e due capolavori\ndi enorme valore: l\u2019<strong>Annunciazione del Guercino<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Crocifissione del Tiziano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL MUSEO DELLA CITT\u00c0 DI ANCONA <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>Museo della Citt\u00e0<\/strong>&nbsp;si\ntrova in&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/piazza-del-papa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Piazza del Plebiscito<\/a>, proprio sotto la statua\ndel Papa Clemente XII.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso pannelli didattici,&nbsp;<strong>reperti\narcheologici<\/strong>, riproduzioni fotografiche, carte topografiche, plastici\nricostruttivi, opere d\u2019arte e&nbsp;<strong>documenti<\/strong>&nbsp;scoprirete\nla storia di Ancona, partendo dalle sue&nbsp;<strong>origine\ngreche<\/strong>, passando per il&nbsp;<strong>periodo romano e paleocristiano<\/strong>, fino ad\narrivare all\u2019<strong>occupazione francese<\/strong>&nbsp;e all\u2019<strong>Unit\u00e0\nd\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se volete, ad accompagnarvi durante il vostro percorso potrete\navere un cellulare con l\u2019<strong>applicazione per la guida del\nmuseo<\/strong>, basta lasciare un documento all\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>I 600 mq\ndel Museo della Citt\u00e0 occupano gli spazi dell\u2019antico ospedale medievale di S.\nTommaso di Canterbury e di una ex pescheria ottocentesca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MUSEO\nARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLE MARCHE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>Museo Archeologico Nazionale delle Marche&nbsp;<\/strong>ad Ancona&nbsp;raccoglie una vastissima collezione di reperti archeologici di grande valore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nsale, dalla 2 alla 9, ospitano i<strong>&nbsp;ricordi\ndall\u2019epoca preistorica<\/strong>. Qui troverete vasi\nin terracotta e oggetti legati alla vita agricola del neolitico, ma anche punte\nmetalliche e asce dell\u2019et\u00e0 del rame e pugnali dell\u2019et\u00e0 del bronzo. Nel cuore di\nqueste sale \u00e8&nbsp;<strong>custodita la<\/strong>&nbsp;<strong>Venere\ndi Frasassi<\/strong>: questa piccola statuetta concentra in\nsoli 8 centimetri il gusto e le tradizioni di epoca paleolitica, un esempio\ndavvero raro (pensate che in Italia di Veneri Paleolitiche ne esistono solo\ndieci).<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nsale successive&nbsp;raccontano<strong>&nbsp;la\nstoria della civilt\u00e0 picena<\/strong>&nbsp;con statuette,\nvasi e gioielli della vita di tutti i giorni. Questa civilt\u00e0 \u00e8 stata talmente\nimportante per questa terra che il picchio verde, simbolo dei piceni, \u00e8 ancora\noggi l\u2019immagine ufficiale dello stemma della Regione Marche.<br>\nCi sono poi antiche spade, oggetti in oro e i torques tipici della civilt\u00e0\ngallica.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuando\na passeggiare vedrete tutti gli oggetti rinvenuti nella necropoli ellenistica\n\u1f08\u03b3\u03ba\u03ce\u03bd, la&nbsp;<strong>colonia dorica di Ancona<\/strong>, che ci raccontano come la nostra citt\u00e0 e la Grecia\nfossero in quel periodo molto unite.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle\nultime sale dedicate all\u2019<strong>arte romana<\/strong>&nbsp;potrete vedere una ricostruzione di quello che\ndoveva essere il&nbsp;<strong>Tempio di Venere<\/strong>,&nbsp;sui resti del quale sorge oggi il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/duomo-di-ancona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Duomo\ndi Ancona<\/a>&nbsp;e una copia fedele dei&nbsp;<strong>Bronzi dorati da Cartoceto<\/strong>&nbsp;che furono qui esposti fino al 1988.<\/p>\n\n\n\n<p>Concedetevi\nuna visita in questo Museo che si trova nell\u2019elegante&nbsp;<strong>Palazzo Ferretti<\/strong>:\nquesto edificio cinquecentesco, con ampie scalinate e delle bellissime vetrate\nsul mare e sulla citt\u00e0, vi accoglier\u00e0 per farvi scoprire la storia di chi \u00e8\nvissuto qui prima di noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orari Museo<\/strong>: dal marted\u00ec alla domenica dalle 8.30 alle 19.30.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL DUOMO DI ANCONA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Duomo_di_Ancona_06-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-458\" srcset=\"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Duomo_di_Ancona_06-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Duomo_di_Ancona_06-300x225.jpg 300w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Duomo_di_Ancona_06-768x576.jpg 768w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Duomo_di_Ancona_06-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Duomo_di_Ancona_06-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Lass\u00f9, in cima al Colle Guasco che osserva dall\u2019alto la citt\u00e0 e il porto, c\u2019\u00e8 il&nbsp;<strong>Duomo di Ancona&nbsp;<\/strong>o&nbsp;<em>Duomo di San Ciriaco<\/em>.<br>Passate da qui verso l\u2019ora del tramonto e vedrete il sole rosso sparire tra le navi del porto e le ultime case della costa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nchi \u00e8 nato ad Ancona, il Duomo di San Ciriaco&nbsp;\u00e8 uno dei luoghi della citt\u00e0\nche&nbsp;<strong>rimangono nel cuore per la sua bellezza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempio \u00e8 qui da sempre, ma con vesti diverse. Il primo edificio che venne costruito, infatti, fu il&nbsp;<strong>tempio dedicato alla Dea Afrodite<\/strong>&nbsp;attorno al III secolo a.C., le cui origini sono ancora oggi avvolte nel mistero, \u00e8 probabile, per\u00f2, che fosse dedicato ad Afrodite Euplea,&nbsp;<strong>la protettrice della navigazione<\/strong>&nbsp;che da quass\u00f9 avrebbe potuto osservare e proteggere i naviganti che salpavano dal porto di Ancona.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che sappiamo con certezza \u00e8 che\nqui un tempio c\u2019era di certo perch\u00e9 sia Giovenale che Catullo ne parlano nelle\nloro opere.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli\nanni il tempio di Afrodite, di cui potete ancora oggi vedere le fondamenta, \u00e8\ndiventato la&nbsp;<strong>Basilica di San Lorenzo<\/strong>. Siamo&nbsp;<strong>nel IV\nsecolo d.C.<\/strong>&nbsp;e l\u2019antico tempio classico assume\nle forme di una basilica paleocristiana costruita su tre navate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MUSEO DIOCESANO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>Museo Diocesano<\/strong>&nbsp;lo\ntroverete proprio di fianco al&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/duomo-di-ancona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Duomo<\/a>, nei locali che una volta ospitavano l\u2019<strong>Episcopio<\/strong>,\nper secoli dimora dei vescovi di Ancona.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminando\nper le&nbsp;<strong>18 sale<\/strong>&nbsp;di\nquesto museo, sistemate in ordine tematico e cronologico, ripercorrerete\ni&nbsp;<strong>venti secoli di storia cristiana<\/strong>&nbsp;della citt\u00e0.<br>\nOltre a una pinacoteca con opere che vanno dal XIV al XIX secolo, al suo\ninterno sono custoditi sculture, pergamene, sarcofagi, una raccolta di monete e\nmedaglie del periodo romano e medievale, lapidi e dipinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimarrete\naffascinati di fronte a opere di eccezionale valore: come i quattro&nbsp;<strong>arazzi fiammingh<\/strong>i\ntessuti sui cartoni disegnati da P. P.&nbsp;<strong>Rubens<\/strong>&nbsp;che rappresentano i momenti pi\u00f9 importanti della\nliturgia cristiana e il&nbsp;<strong>Sarcofago\ndi Flavio Gorgonio<\/strong>, decorato con altorilievi\nrappresentanti la Traditio Legis (IV secolo).<\/p>\n\n\n\n<p>Se volete, una guida vi accompagner\u00e0\ndurante il vostro cammino alla scoperta di queste opere d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANFITEATRO ROMANO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"665\" src=\"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Anfiteatro_romano_di_Ancona_-_mosaico_con_delfino.jpeg-1024x665.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-453\" srcset=\"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Anfiteatro_romano_di_Ancona_-_mosaico_con_delfino.jpeg-1024x665.jpeg 1024w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Anfiteatro_romano_di_Ancona_-_mosaico_con_delfino.jpeg-300x195.jpeg 300w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Anfiteatro_romano_di_Ancona_-_mosaico_con_delfino.jpeg-768x499.jpeg 768w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Anfiteatro_romano_di_Ancona_-_mosaico_con_delfino.jpeg.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Si stima che nell\u2019antichit\u00e0 questo Anfiteatro potesse accogliere fino\na&nbsp;<strong>10.000\nspettatori<\/strong>. L\u2019ingresso ai posti comuni era gratuito, e poich\u00e9 gli spettacoli duravano\nparecchie ore, a volte giorni, gli spettatori si portavano da casa cibi e\nbevande.<\/p>\n\n\n\n<p>Le rappresentazioni pi\u00f9 comuni erano i<strong>&nbsp;giochi di gladiatori<\/strong>, svolti solitamente\nda prigionieri o schiavi, ma vi erano anche spettacoli con&nbsp;<strong>animali feroci<\/strong>&nbsp;e, pi\u00f9\nraramente,&nbsp;<strong>anche\nbattaglie navali simulate<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si poteva&nbsp;<strong>entrare\nnell\u2019arena attraverso quattro ingressi<\/strong>: tra questi, la Porta Pompae per i\nsoldati, la Libitinensis, consacrata alla dea che presiedeva il passaggio\nall\u2019aldil\u00e0, destinata all\u2019uscita di morti e feriti, mentre i vincitori e quelli\nche erano stati graziati uscivano da un\u2019altra porta chiamata Sanavivaria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Anfiteatro\nRomano<\/strong>&nbsp;venne costruito alla fine del&nbsp;<strong>I secolo a.C.<\/strong>&nbsp;sotto Ottaviano\nAugusto, poi modificato durante l\u2019et\u00e0 traianea; insieme all\u2019<a href=\"http:\/\/www.lovelyancona.it\/arco-di-traiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Arco di Traiano<\/a>, rappresentano sicuramente le opere\narchitettoniche di epoca romana pi\u00f9 importanti di Ancona.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"564\" src=\"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435493333_07f250441c_b.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-454\" srcset=\"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435493333_07f250441c_b.jpg 1024w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435493333_07f250441c_b-300x165.jpg 300w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435493333_07f250441c_b-768x423.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sospeso sul mare tra il Colle Guasco e quello dei Cappuccini, la sua forma\nirregolare sfrutta la pendenza dei due colli per aggrappare le sue imponenti\ngradinate.<\/p>\n\n\n\n<p>Riscoperto nel&nbsp;<strong>1810<\/strong>,fu portato alla luce con gli scavi\ndella Soprintendenza archeologica delle Marche nel 1930.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi l\u2019<strong>Anfiteatro Romano<\/strong>&nbsp;\u00e8 un luogo suggestivo dove assistere a varie rappresentazioni, dalla&nbsp;<strong>musica<\/strong>&nbsp;alla&nbsp;<strong>poesia<\/strong>.<strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>FONTANA DEL CALAMO (FONTANA DELLE TREDICI CANNELLE)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"739\" src=\"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435490533_c31cd001a8_b.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-455\" srcset=\"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435490533_c31cd001a8_b.jpg 1024w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435490533_c31cd001a8_b-300x217.jpg 300w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/12435490533_c31cd001a8_b-768x554.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La Fontana del Calamo, detta anche Fontana delle Tredici Cannelle, si trova lungo Corso Mazzini, nel centro di Ancona, proprio sotto Piazza Roma dirigendosi verso il porto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il  monumento fu originariamente costruito dai greci ed inglobato nelle mure cittadine nel Medioevo. Venne poi demolito nel 1503 durante la costruzione del Palazzo degli Anziani. Nel 1560 l\u2019architetto Pellegrino Tibaldi (1560) progetta la Fontana, poi realizzata da maestranti recanatesi, come la vediamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>La Fontana del Calamo ricorda nel nome che qui sussisteva un ambiente di tipo palustre (calamus = canna); per gli anconetani \u00e8 denominata \u201cFontana delle tredici cannelle\u201d, con chiaro riferimento al numero delle bocche d\u2019acqua. E\u2019 infatti costituita da 13 bocche gettanti acqua e caratterizzate da altrettante maschere in bronzo esclusa quella posta al centro che \u00e8 in pietra. Le 13 maschere raffigurano satiri e fauni, sovrastati dal cavaliere all\u2019assalto, simbolo della citt\u00e0 di Ancona.<\/p>\n\n\n\n<p>Anticamente, la fontana attingeva l\u2019acqua da una grande cisterna posta alle sua spalle, all&#8217;interno delle mura cittadine. L\u2019ingresso ad essa avveniva grazie ad una apertura sulla destra; oggi non \u00e8 visitabile se non in occasione di alcuni eventi e visite guidate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PORTONOVO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/et2020.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Portonovo_AN.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-456\" srcset=\"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Portonovo_AN.jpg 1024w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Portonovo_AN-300x225.jpg 300w, https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Portonovo_AN-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le spiagge di <strong>Portonovo <\/strong>sono da sempre le spiagge degli Anconetani e rappresentano un posto davvero speciale. Sono famose per i ciottoli bianchi che le caratterizzano, e che formano insieme all&#8217;azzurro del mare ed al verde selvaggio del Conero una bellissima armonia di colori e di natura. Queste spiagge&nbsp;sono premiate da diversi anni con l\u2019importante riconoscimento della Bandiera Blu. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma Portonovo non \u00e8 solo mare. Le sue spiagge raccontano storie antiche e affascinanti. \u00c8 questo il caso della <strong>Chiesa medievale di Santa Maria di Portonovo<\/strong>, situata a pochi passi dal mare e di suggestiva bellezza. La chiesa \u00e8 un gioiello di stile romanico, edificato dai frati benedettini nel 1034 con la caratteristica pietra bianca del Conero.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro luogo di storia \u00e8 la <strong>Torre Clementina <\/strong>(o <strong>Torre di Guardia<\/strong>), che da anche il nome alla spiagga che si estende ai suoi piedi. Fu costruita nel 1716 a difesa dai pirati. Pian piano poi, nel corso degli anni, ha perso le sue orginarie funzioni militari per diventare un luogo di grande fascino romantico, attraendo molti letterati, tra cui Lauro de Bosis e il celebre poeta Gabriele D\u2019Annunzio. <\/p>\n\n\n\n<p>Altro luogo di interesse architetturale e storico \u00e8 il <strong>Fortino Napoleonico,<\/strong> costruito nel 1810 durante il Regno d\u2019Italia di Napoleone, con lo scopo di impedire lo sbarco della flotta inglese alla ricerca di acqua potabile; oggi \u00e8 un elegante&nbsp;hotel ed un pregiato ristorante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSA VEDERE AD ANCONA: IL CENTRO STORICO Dal&nbsp;Teatro delle Muse&nbsp;prendete la strada in salita che porta verso&nbsp;Piazza del Plebiscito: piena di vita la notte, durante il giorno avrete la possibilit\u00e0 &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-151","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=151"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/151\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":459,"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/151\/revisions\/459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/et2022.dii.univpm.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}